Il potenziamento dei servizi per la domiciliarità

387 utenti nei centri diurni (2013), 52.000 pasti a domicilio (2013), 496 disabili assistiti 4.000 minori e 2.500 famiglie (2012).

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Il lavoro per la domiciliarità da anni rappresenta il mandato principale dei servizi e si traduce concretamente anche all’interno delle prassi di lavoro. Il lavoro di territorio con i diversi progetti di comunità e i tavoli di quartiere rappresentano i principali strumenti con cui abbiamo cercato di rispondere ai bisogni dei diversi target a rischio di disagio per mantenerli il più possibile nei loro contesti di vita. Ci siamo appoggiati alle diverse risorse formali ed informali che il territorio esprime, rinsaldando dunque la corresponsabilità della comunità locale.

DirezioneAnziani

 

Potenziamento servizi domiciliarità
Negli ultimi anni, caratterizzati anche da un calo delle risorse, abbiamo puntato al mantenimento e consolidamento degli standard di servizio tra cui l’assenza di lista di attesa per l’accesso ai servizi territoriali, l’erogazione del servizio di assistenza domiciliare entro 7 giorni dalla data della domanda, l’utilizzo effettivo dei centri diurni da parte degli anziani, un livello di spesa per l’erogazione di assegni di cura. Inoltre, è stata potenziata l’integrazione tra gli operatori dell’ASP RETE con le 5 èquipe dei Poli Territoriali per collegare in modo sinergico la filiera di servizi che lavorano a favore della domiciliarità.

 

DirezioneDisabili

 

Anche per i servizi a favore dei disabili si è puntato a garantire gli attuali standard di servizio in riferimento alle giornate di apertura dei centri diurni, alle ore di assistenza domiciliare, ai ricoveri di sollievo e agli assegni di cura.
Inoltre, dal 2013, in tutti i Poli Territoriali, è attivo il progetto “Un Quartiere per Tutti: una microsperimentazione per l’inclusione dei disabili”, avviato su mandato del tavolo tematico “disabilità” del Piano Sociale di Zona per la messa in campo di azioni nei contesti territoriali che favoriscano i processi di inclusione.
La Fondazione “Durante e Dopo di Noi” è giunta nella fase di formalizzazione giuridica, dopo un lungo lavoro con le Associazioni di Famiglie, ASP e Cooperazione Sociale.

 

 

DirezioneMinori

 

minoriNegli ultimi anni abbiamo avviato un complessivo miglioramento organizzativo dei servizi sociali rivolti alle famiglie con minorenni, o a minorenni in condizione di disagio sociale o psicologico, mediante:

  • l’inserimento in ogni èquipe sociale dei Poli di figure educative – messe a disposizione dall’ASP OSEA – con l’obiettivo di rafforzare il supporto alle famiglie con minorenni, in una logica di prevenzione del disagio favorendo la domiciliarità;
  • un investimento specifico nell’area della genitorialità, con una più stretta interazione con il Centro per le Famiglie;
  • il potenziamento della progettazione territoriale, con l’allestimento dei tavoli di quartiere sulle politiche per i minorenni;
  • una progettazione innovativa di alcuni servizi come la sperimentazione di progetti di semiresidenza all’interno delle comunità educative, finalizzati a fornire supporto educativo intensivo ma non allontanando il minore dal proprio contesto di riferimento;
  • azioni nei territori volte a una maggiore connessione con scuole e realtà informali finalizzate a migliorare le sinergie e le strategie nel supporto alle famiglie.

 

DirezioneServizi per la residenzialità

 

Il potenziamento dei servizi per la domiciliaritàNegli ultimi anni l’obiettivo è stato quello di confermare la dotazione di posti per la cura degli anziani nelle case protette del territorio. Per quanto riguarda i minori sono stati sperimentate forme di sostegno alternative alla comunità.

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