La lotta alla marginalità e all’esclusione sociale

Sportelli sociali, sportello badanti, tavoli di quartiere.

Torna a Welfare

La lotta alla marginalità e all’esclusione socialeNell’ultimo quinquennio alla marginalità tradizionale (tossicodipendenti, disagio mentale, persone senza fissa dimora ecc…) e alla nuova marginalità (disagio sociale adulto) si è aggiunta un’ampia fascia di popolazione a rischio di scivolamento verso le forme di marginalità sociale. Abbiamo trattato queste problematiche con la prospettiva del lavoro di rete, coinvolgendo la comunità locale nel difficile compito di mettere in campo azioni di contrasto a questi fenomeni.
A questo tipo di problemi si è fatto fronte potenziando la rete di accoglienza invernale (a dicembre 2013 i posti letto disponibili erano 162), grazie alla collaborazione tra Comune, Caritas, AUSL, Ospedale SMN e altri partner del privato sociale che sono fortemente coinvolti nella rete dell’accoglienza della nostra città (Associazione Papa Giovanni XXIII, CeIS, Dimora d’Abramo). E’ stata messa a regime dagli Accordi di Programma la collaborazione con AUSL di Reggio Emilia in materia di tossicodipendenze e salute mentale, quale ulteriore qualificazione del sistema locale di prevenzione e cura, mediante l’attivazione dei servizi sociosanitari integrati.

DirezioneL’impegno per la tutela delle fragilità

Tipologie di utenti dei poli territorialiIn questi anni abbiamo indirizzato l’impegno per la tutela delle fragilità verso un lavoro organizzativo  e di aggiornamento continuo dei processi messi in campo per il funzionamento dei servizi: l’organizzazione e l’accesso ai servizi e la funzione di governance degli interlocutori istituzionali e con le aziende partecipate coinvolte (FCR, Rete, OSEA, SS. Pietro e Matteo). Complessivamente nel 2013 i nuovi accessi ai poli sono stati 2.382 (nel 2009 erano poco più di 1.900) Dal 2010, in collaborazione con FCR, è attivo anche a Reggio Emilia lo Sportello Assistenti Familiari, un’interfaccia tra offerta di lavoro di cura domiciliare da parte di persone prevalentemente straniere e la domanda di supporto alla domiciliarità sempre più diffusa nelle famiglie, in presenza di anziani non autosufficienti. Lo Sportello, che si è rivelato un efficace punto di riferimento, negli ultimi anni ha aggiornato la propria offerta, collegandosi maggiormente ai servizi già presenti sul territorio, con l’obiettivo di migliorare i percorsi degli anziani a domicilio, in particolare qualificando le dimissioni ospedaliere protette.

Progetto Rosemary

Dal 1997, abbiamo attivato diversi interventi istituzionali nel campo della prostituzione e della lotta alle forme di sfruttamento e tratta di esseri umani, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna (progetto Oltre la strada). Tra i progetti realizzati, segnaliamo il progetto Rosemary: un’unità di strada che, partendo dai luoghi dello sfruttamento sessuale, costruisce un percorso di accoglienza per coloro che scelgono, con coraggio, di cambiare vita. L’unità di strada, composta da operatrici e mediatrici linguistico-culturali, si reca direttamente nei luoghi interessati dal fenomeno della prostituzione di strada. Attraverso un primo contatto, in cui si offrono informazioni sanitarie, ascolto e accompagnamento ai servizi sanitari del territorio, si avvia la costruzione graduale di relazioni di fiducia per la creazione delle condizioni necessarie all’avvio di un eventuale percorso di protezione e integrazione sociale. Dal 2007 la Regione ha co-finanziato azioni di monitoraggio e lettura del fenomeno della prostituzione indoor attraverso la creazione del Progetto Invisibile (appartamenti e night club). Dal 2011 il progetto Rosemary, in coordinamento con la rete regionale Oltre la Strada e il Comune di Modena, si occupa di un’azione sperimentale regionale dedicata al target cinese.

Popolazione sinti e rom

Da marzo 2005 abbiamo avviato, sperimentalmente, un’attività di mediazione sociale costante all’interno dei campi nomadi comunali. L’equipe garantisce la presenza degli operatori nei luoghi di vita dei sinti e dei rom, promuovendo percorsi di integrazione. L’equipe partecipa a momenti di confronto e formazione organizzati dalla Regione Emilia-Romagna e gode di finanziamenti regionali. I principali ambiti di intervento sono:

  • il monitoraggio delle presenze (i sinti presenti sul nostro territorio erano 845 alla fine del 2013);
  • gli interventi di manutenzione e ristrutturazione dei campi;
  • il lavoro di inserimento scolastico nei campi gioco estivi e la progettazione di percorsi dedicati per il recupero pomeridiano dedicati ai bambini, anche nella fascia 0-6 anni;
  • gli interventi in favore dell’inserimento lavorativo degli adulti o della loro formazione professionale;
  • i percorsi di accompagnamento per promuovere l’autonomia personale e famigliare, attivando percorsi individualizzati in collaborazione con diversi soggetti: Poli territoriali, Ausl, scuole, privato sociale ecc.

DirezionePrevenzione del disagio sociale

Tavoli di quartiereOrmai da alcuni anni, lavoriamo per delineare sempre più un sistema di servizi in grado di sviluppare una maggiore integrazione operativa fra le diverse équipe professionali e di ricercare nuove forme di collaborazione e interazioni con altri ambiti educativi, scolastici (Officina Educativa), sanitari e sociali. Di particolare rilevanza è il complesso di iniziative di sviluppo di comunità e di progetti di territorio attivati nella direzione di integrare tutte le risorse formali ed informali presenti. Il potenziamento del lavoro di comunità (tavoli di quartiere, progetti con le famiglie, progetti con i cittadini) rappresenta un ulteriore elemento necessario a contrastare il disagio e ad aumentare la tolleranza e la corresponsabilità verso le diverse problematiche che si presentano nei luoghi. Questa nuova modalità di intervento ha reso possibile la diffusione di reti di vicinato e di pratiche di sostegno leggere grazie al protagonismo dei cittadini stessi.

 

Comments are closed.