La partecipazione

La nostra città ha visto negli ultimi due decenni una forte trasformazione demografica, urbanistica e infrastrutturale che ha modificato sostanzialmente non solo il territorio e l’ambiente urbano ma anche le reti sociali di appartenenza civile e politica.

Pur in un quadro generale di sostanziale tenuta della qualità della vita, dell’ambiente e della struttura sociale, si sono manifestati segnali di disagio e problematiche tipiche delle società sviluppate contemporanee.

Un individualismo sempre più marcato rischia di attenuare quel sentimento civico e quella tensione verso il bene comune che da sempre hanno caratterizzato le relazioni sociali nella nostra città, sia nella sfera individuale sia nelle forme dell’agire collettivo. Sono un esempio il diffondersi, anche nella nostra realtà, di pratiche di mobilitazione della comunità locale (o addirittura micro-locale), attraverso la costituzione di comitati spontanei. Questi fenomeni si pongono in maniera a volte corporativa verso progetti di interesse generale in nome di rivendicazioni particolaristiche e chiusura sul proprio individuale interesse.

Numero volontari terzo settoreTali forme di auto organizzazione hanno una natura ambivalente: se da un lato sono segnale di un disagio e di una difesa del proprio “particolare”, dall’altro sono il segno positivo della volontà dei cittadini di agire per la qualità del loro ambiente di vita.

D’altro canto, soprattutto in una realtà come la nostra, si mantengono significativi sia numericamente che qualitativamente i comportamenti che manifestano impegno verso il bene comune e l’interesse generale: come dimostrano i dati del Terzo Settore reggiano, la nostra è una terra fatta di associazionismo e volontariato, solidarietà e aiuto reciproco, inclusione nella comunità e attenzione ai bisogni delle fasce deboli.

Da un’indagine del dicembre 2013, il 30% delle famiglie reggiane ha un componente che svolge attività di volontariato.

In tale contesto, siamo chiamati ad aprire nuovi spazi di democrazia e a ricercare nuove modalità di attenuazione dei conflitti sociali al fine di ricomporre gli interessi collettivi delle comunità, in un ottica di qualità del vivere, sostenibilità dello sviluppo, rinforzo al capitale sociale.

Per queste ragioni, in questi anni, la nostra volontà è stata quella di dare attuazione ad una concreta politica della partecipazione, volta a rifondare il rapporto di fiducia e collaborazione tra cittadini e amministrazione comunale.

Organizzazioni volontariatoLe nostre azioni si sono concentrate verso due obiettivi principali:

  • potenziare e diversificare i canali e le modalità di ascolto-dialogo con i cittadini attraverso il ruolo di ascolto delle esigenze e rappresentanza degli interessi dei territori svolti dal governo di prossimità che le circoscrizioni ci hanno garantito;
  • favorire la partecipazione dei cittadini alla progettazione del futuro della città per una partecipazione democratica condivisa e capace di incidere sui processi amministrativi e le decisioni pubbliche.

In risposta a questi obiettivi, abbiamo agito in due direzioni: attivazione di processi partecipativi e valorizzazione delle circoscrizioni.

  • Governo di prossimità

    Governo di prossimità

    Le circoscrizioni sono state lo strumento per decentrare la nostra attività amministrativa e i nostri servizi.
    42.247 contatti con i cittadini nel 2013
    oltre 2.500 eventi ed iniziative realizzate nel periodo 2009/2013

  • I processi partecipativi

    I processi partecipativi

    Dal 2004 al 2013 abbiamo realizzato processi partecipativi su mobilità, urbanistica, ambiente, riqualificazione urbana, sicurezza, integrazione, cultura, partecipazione e governance, sociale, tecnologie.