Qualità Urbana

rigenerazione_dimensioniLe città sono organismi complessi in continua trasformazione.
Negli ultimi anni anche Reggio Emilia si è trovata davanti alle grandi sfide del mondo contemporaneo: la questione energetica, le grandi migrazioni, la crisi economica, i problemi ambientali, l’affermarsi dell’individualismo. Reggio Emilia ha vissuto inoltre, come fattore peculiare degli ultimi decenni, una trasformazione demografica molto rilevante, con un consistente aumento dei nuclei famigliari e dell’immigrazione straniera, cui ha fatto riscontro, in un primo momento, un forte incremento del territorio urbanizzato e, nell’ultimo decennio, la ricerca di una soluzione alternativa al consumo di ulteriore suolo.
Da questa complessità è nata una forte domanda di futuro, cui Reggio è stata in grado di rispondere mettendo al centro della sua idea di città le persone e dunque la comunità. Provando a concretizzare l’idea di città in un disegno di città, abbiamo messo al centro la rigenerazione urbana dell’esistente: non solo la riqualificazione, ma anche la cura, con un approccio multidisciplinare.
Lo strumento per avviare questo deciso cambiamento di rotta nelle politiche di governo del territorio è stato il nuovo Piano Strutturale Comunale, che ha segnato il passaggio dall’urbanistica come motore e fine delle trasformazioni urbane all’urbanistica come mezzo e supporto per raggiungere efficaci politiche di welfare, di sviluppo economico e di sostenibilità ambientale.
Per il PSC, infatti, una città che guarda al futuro è una città che non consuma ma rigenera il proprio territorio secondo criteri di equilibrio e sostenibilità; una città che incoraggia innovazione e sviluppo al servizio della propria identità; una città che pone le relazioni tra le persone, e tra le persone e i luoghi in cui vivono, come obiettivo prioritario ed indispensabile per la coesione sociale e la qualità del vivere.
Guardare al futuro ha significato, anche e soprattutto, cambiare il modo di approcciare le questioni territoriali introducendo modi e percorsi tipici della città contemporanea europea, una città con una forte capacità di fare governance sulle scelte che determinano le sue strategie di sviluppo e di competizione all’interno di una più ampia rete di attori, città e territori. Questo, se da un lato significa fare rete di esperienze e di progetti, dall’altro vuole dire pensare e progettare in termini di “area vasta”, e dunque di cooperazione piuttosto che di competizione tra territori.
L’obiettivo di sviluppare la rigenerazione – urbana e del paesaggio – ha risposto alla imprescindibile necessità di innovare le modalità di governo e gestione del territorio degli ultimi decenni, segnando il passaggio da un approccio prescrittivo e programmatorio, centripeto rispetto alla dimensione territoriale, ad un approccio strategico e operativo che agisce secondo la logica integrata e parallela del progetto urbano. Tale logica ha trovato applicazione nei Programmi di Rigenerazione Urbana, strumenti operativi mirati su specifici ambiti territoriali, dal centro storico ai quartieri Mirabello e Reggiane, dalle Ville (frazioni) alla Cintura Verde, la nuova infrastruttura ambientale che circonda e innerva la città con i parchi fluviali del Crostolo, del Rodano e del Modolena.

Alla base della rigenerazione urbana abbiamo posto tre obiettivi:

1) coordinare gli scenari e le strategie d’intervento con la pianificazione urbanistica, in particolare come punto d’incontro e di sintesi tra la sua componente normativa e quella attuativa (Piano Operativo Comunale);

2) costruire un processo di governance che crea condivisione sulle scelte, mette in rete gli attori e favorisce la partecipazione di capitali pubblici e privati;

3) investire sugli spazi pubblici attraverso azioni e progetti pensati per incrementare la qualità urbana e assicurare così ai cittadini un elevato livello di accesso ai servizi e ai luoghi fisici, intesi come risorse per entrare in relazione e fare comunità.

Rigenerazione UrbanaCon i Programmi di Rigenerazione Urbana abbiamo mirato all’estensione dell’effetto-città in termini di qualità urbana e dell’effetto comunità in termini di qualità delle relazioni. In generale, abbiamo cercato di consolidare e aumentare il capitale sociale e di coagulare risorse per la trasformazione fisica di un sistema di luoghi pubblici e privati che si rigenerano a nuova vita: la città storica, i quartieri, le ville e il paesaggio naturale.
I Programmi di Rigenerazione Urbana, in cui alla dimensione territoriale si affiancano quella sociale e quella economica, sono uno degli strumenti che rendono concreta la visione strategica di “città delle persone”, che deve respirarsi in ogni brano di città: una comunità consapevole in cui l’identità si radica in una storia, si coniuga al presente e al futuro e per questo diviene diffusiva.